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Chiesa di S. Anna

(Gurone)

La chiesa, edificata tra il 1706 ed il 1710 ed inclusa in un complesso architettonico denominato "Casino" già appartenente ai nobili di Bizzozero, fu inizialmente dedicata alla Natività della Beata Vergine ed essere, nel 1724, istituita a "cappellanìa con beneficio di oratorio" per volere di Alfonso Bizzozero, già canonico della chiesa di San Vittore di Varese.
Del secolo successivo e tratte del Catasto Teresiano sono invece le notizie della presenza di chierici e della vendita dell'intero complesso (1876) ad una famiglia proveniente dalla svizzera e registrata con il nome di Cattaneo di Faido la quale, oltre ad assegnarne il convento a dei frati detti "della sporta" ne cambiò la dedica religiosa in Sant'Anna.

A differenza di quanto per lunghi anni si è creduto, i più recenti studi svolti sulle pitture e sui documenti relativi ai passaggi di proprietà della chiesa stessa, spiegano che essa non ospitò mai un convento di suore e che non poteva essere esistita prima del settecento, oltre ad escluderne totalmente dal possesso storico la famiglia Odescalchi ed a scoprire in Francesco Antonio Giovannini la paternità dell'affresco sull'altare. L'altare a pala ed il relativo affresco raffigurante la nascita della Madonna sono infatti di stile settecentesco e sono le uniche opere più antiche esistenti nella chiesa.

L'edificio, restaurato al suo interno verso la metà degli anni ottanta, è di limitate dimensioni ed appoggia i suoi muri a quelli delle corti circostanti. È sormontato da soffitto in archi di mattoni a vista e da cui scende la cordicella destinata a suonare la campanella posta nel sovrastante campanile a vela.
Al suo esterno si possono osservare i gradini antistanti che, come le panchine, sono di molera, la pietra arenaria per secoli estratta dalle cave malnatesi mentre, guardando in alto, si può ancora leggere la scritta in latino posta nel timpano del tetto. Sull'edificio a sinistra della facciata delle chiesa s'intravvede ciò che rimane di una meridiana murale, ormai quasi cancellata e che si può riconoscere soltanto se, dopo aver notato la presenza dello stilo, ne si osserva l'ombra proiettarsi sul muro. Nelle stesse condizioni di degrado è il resto della facciata, una volta interamente affrescata.


 
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