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La diga sul fiume Olona

(Gurone)

"Olona" deriva dalla radice celtica "OL" cioè di cosa grande, importante, nel sensodell'uso agricolo e pratico che facilmente può farsi delle sue acque. Basti pensare che, come risulta anche dai documenti catastali dell'ormai lontano 1610, le sue acque già allora venivano sfruttate da ben 116 mulini utilizzati non solo come macine per cereali ma anche come frantoi da olio. Il bacino idrografico dell'Olona copre una superficie di circa 370 Km2. Il fiume ha le proprie sorgenti alla Rasa di Velate (Varese), in località Fornaci a metri 548 sul livello del mare, a cui si aggiungono, nelle immediate vicinanze, altre cinque piccole sorgenti. Fino a Milano copre circa 71 km di tracciato con un dislivello di 457m. La sua pendenza media risulta così di circa lo 0.6% cioè 6m al km. Gran parte del dislivello è però concentrato nei primi chilometri del suo percorso per cui , già a partire da Malnate la sua pendenza media risulta ridotta a circa la metà favorendo i depositi alluvionali con anse e piccoli meandri che, localmente, ne hanno più volte modificato il percorso. La notevole piovosità della fascia prealpina , di norma concentrata nei periodi autunnali/primaverili fanno si che la sua portata a Malnate vari da 1- 2 mc/sec dei periodi di magra fino a 50-60 mc/sec ma sono state misurate punte di breve durata ma dal valore impressionante di quasi 120 mc/sec. La larghezza dell'alveo a Malnate è di circa 5-6 metri per allargarsi poi gradatamente fino a 10-12m quando il fiume abbandona la zona collinare prealpina per entrare nella pianura sedimentaria dell'Altomilanese. I principali affluenti a nord della diga raccolgono le acque del bacino idrografico più piovoso della Lombardia e caratterizzano fortemente il regime idraulico locale che è di tipo torrentizio cioè con forti escursioni stagionali di portata e velocità di deflusso. Dalla Valganna proviene il Margorabbia, dalle pendici del Campo dei Fiori il Vellone, da Viggiù la Bevera, dal Monte San Giorgio nella vicina Svizzera il Gaggiolo o Lanza, da Monti Morone di Malnate la Quadronna ed infine da Bizzozzero il Selvagna.

Le inondazioni
L'Olona, prima della costruzione della diga, è stato un fiume che ha flagellato con frequenti esondazioni le aree che attraversa. Nell'arco degli ultimi 400 anni vi sono state contate oltre settanta alluvioni, la maggior parte delle quali ha provocato gravi danni. Tutto questo senza contare gli straripamenti, per fortuna circoscritti, che avvenivano praticamente con cadenza quasi annuale. L'esondazione che ha fatto i danni più ingenti (40 milioni di Euro) si è verificata il 13 settembre 1995 ; e vedeva la vicina Castiglione sommersa da due metri di acqua in zona Mazzucchelli , con ulteriori gravi danni alle strutture industriali e civili nei paesi posti più a valle come Fagnano Olona, Castellanza, Nerviano e Legnano.  L'ultima, in ordine cronologico, e per fortuna meno devastante di quella del 1995 è avvenuta nel novembre 2002. Da questa irrisolta problematica nasce il progetto della Provincia di Varese di provvedere a regolamentare il deflusso delle acque con una diga in modo che, anche nei momenti di piena, nel fiume non si superino i 30-35 mc/sec che sono il limite massimo sopportabile dall'alveo per scongiurare esondazioni catastrofiche. I lavori iniziano il 23 Settembre 2004 con la posa della prima pietra e si concluderanno dopo 5 anni con l'inaugurazione ufficiale avvenuta il 12 Dicembre 2009 con la presenza delle autorità provinciali e comunali. La diga è alta 12 metri, lunga 156 e può contenere un volume d'acqua di un milione e 570mila metri cubi. La superfice massima del lago effimero che ne deriva è di circa 40 ettari (0.4 kmq) con una larghezza massima di 400m per una lunghezza che può arrivare a quasi 2km (Fino all'incirca dove i cavalcavia della tangenziale-est si immettono nel tunnel che sbuca al centro commerciale IPER).

Dalle sue tre paratie automatiche possono defluire fino a 36 mc/sec permettendo nel frattempo di immagazzinare le acque in eccesso addolcendo e riducendo di conseguenza in modo considerevole l'effetto nefasto delle piene a valle. Nella nostra zona prealpina sono frequenti infatti eventi piovosi estremi con punte superiori anche ai 40 mm/ora per ogni metro quadrato di superficie. L' enorme quantità d'acqua che ne deriva, specie se il terreno ha già esaurito la sua capacità di drenaggio ed effetto spugna ,crea autentiche ondate di piena concentrate in brevi periodi che l'alveo ridotto e le piccole aree golenali non riescono a contenere causando allagamenti ed inondazioni improvvise. La diga permette pertanto di accumulare per qualche giorno il surplus di acque meteoriche per farle poi defluire gradatamente nel fiume preservando gli argini da forti erosioni evitando e riducendo considerevolmente i possibili danni a ponti infrastrutture e fabbricati. L'invaso è stato dimensionato su eventi alluvionali catastrofici che hanno avuto fino ad oggi un ricorrenza storica superiore ai 100-150 anni. Oggi però, causa l'innalzamento globale delle temperatore e la conseguente concentrazione di eventi meteorologici estremi (si sono avute piogge con precipitazioni fino ad anche 350mm/giorno), il periodo di ricorrenza sembra si stia riducendo a meno di 30-50 anni, come le ultime piene del 1995 e del 2002 ne sono purtroppo una ulteriore oltre che diretta conferma. La sua costruzione e messa in servizio ha innalzato notevolmente il livello di sicurezza idrologica di tutto il fondovalle e raggiungerà la sua massima efficacia quando altre mini-dighe localizzate più a nord di Malnate entreranno a regime permettendo così una gestione efficiente e coordinata di tutto l'alveo montano.

Al centro dell'invaso, ed è una peculiarità davvero unica ,è stata costruita una ulteriore diga a terrapieno con sezione circolare di circa 250m di diametro. Tale costruzione, fortemente voluta dai malnatesi, si è resa necessaria per salvaguardare la zona dei Mulini dalle acque del lago effimero che, altrimenti, la avrebbe completamente sommersa. Si è potuto così conservare un piccolo insediamento civile oltre che un'area di particolare interesse storico industriale. Per la sua ubicazione leggermente decentrata ne è rimasto però fuori il casello dell'ex Ferrovia Valmorea che, quando il livello del lago raggiunge il punto più elevato, vede il suo piano terra completamente sommerso da due metri e mezzo di acqua.

A compensazione dei disagi del cantiere durato 5 anni e dell'impatto della costruzione posta principalmente nel Comune di Malnate sono state previste diverse opere fra le quali è di notevole importanza la creazione della zona umida e di osservazione che si può ora ammirare poco più a monte dei Mulini. Tale zona protetta ha lo scopo di ricreare l'ambiente adatto alla riproduzione di anfibi , insetti ed alla stanzialità di specie che vedono nella presenza dell'acqua l'elemento principale per assicurare la propria riproduzione e sopravvivenza.

 
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Diga di Gurone