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7. Fugascé

Lunghezza: 17Km

Dislivello: 230m

Pendenza max 12%

Percentuale sterrato 75%


Il sentiero Fugascè si snoda poco lontano dal centro del paese di Malnate ed è pertanto facilmente accessibile da una delle principali vie di scorrimento , il Viale delle Vittorie. In poche decine di metri permette ai suoi numerosi frequentatori di dimenticare traffico ed inquinamento immergendosi nella quieta e fresca atmosfera dei boschi prealpini. E' dunque il terreno ideale per brevi e rilassanti passeggiate nonché interessante spunto di ricerca ed approfondimento su temi legati alle peculiarità della biosfera locale sia per scolari che per i loro insegnanti. Il suo percorso misura circa 4km, e presenta un dislivello di una sessantina di metri , un camminatore ne percorre dunque tranquillamente l'intero l'anello in poco meno di un'ora. Noi però ne consigliamo una visita più lenta e rilassata ritagliandosi il tempo necessario per curiosare e godersi con calma questo piccolo angolo di paradiso.


Partenza

Si trova in viale delle Vittorie all'incrocio con la via Podgora in località "Gagiada"; oltre ad alcuni posteggi in loco è possibile parcheggiare più comodamente a metà del Viale Vittorie presso il parco giochi "Bellavista" All'inizio della via Podgora il torrente Fugascè viene definitivamente interrato ed incanalato ,attraversa così tutto il territorio comunale fungendo anche da condotto fognario per gettarsi infine, poco prima del ponte delle Ferrovie Nord, nel fiume Olona. A monte dell'interramento sono state posate 4 briglie rastrelliere in acciaio con lo scopo di far depositare le sabbie e contemporaneamente trattenere i detriti ingombranti che le piene, rare ma molto impetuose del torrente, portavano a valle con il rischio di ostruire il suo percorso sotterraneo. Sono documentate piene particolarmente importanti nella prima metà dell'800 per non parlare poi dell' ultima, non ancora dimenticata per i danni causati a strade e cantine, risalente invece al ben più recente 1995.


"Ponte degli Alpini"

Oltrepassa il torrente permettendo di raggiungere i prati pianeggianti del lato orografico destro. Il bel manufatto , perfettamente integrato nel paesaggio è in legno impregnato. E' stato progettato e dimensionato in modo adeguato per resistere all'inevitabile usura del tempo ed ai meno prevedibili capricci del sottostante ruscello. La sua inaugurazione data 29 Luglio 2006. La sua realizzazione è stata possibile grazie all'impegno di diversi volontari facenti capo alla locale Sezione Alpini oltre che alla Protezione Civile di Malnate e Varese. Tra la prima rastrelliera sul Fugascè ed il ponte è possibile ancora scorgere i resti in pietra della canalizzazione della Vassena (l'antico acquedotto malnatese)


Casetta dei gamberi "Caseta di gamber "

La costruzione in muratura, oramai quasi completamente distrutta e sommersa dalle sabbie erose dalle innumerevoli piene , svolgeva il compito di captare l'acqua del Fugascè. Una parte del ruscello veniva pertanto incanalata lungo un condotto a pelo libero realizzato in pietra a sezione all'incirca quadrata. Il canale era ricoperto con lastre lapidee e quindi interrato in profondità per evitare la contaminazione accidentale delle acque dovute ad animali od eventi meteorici. Il condotto, denominato "Vassena", fin dalla sua costruzione alla fine del 700 e poi per molti anni ancora ,svolse l'importantissimo compito di acquedotto comunale. Approvvigionava il paese dell' acqua potabile necessaria ad una popolazione che, già a fine ottocento, aveva raggiunto la ragguardevole cifra di 1500 abitanti. Il percorso correva poco distante dal letto del Fugascè (dal suo lato orografico destro) per sottopassarlo poco prima della Gagiada andando molto probabilmente ad alimentare anche l'adiacente lavatoio. Il nome "Vassena" trae origine dai tempi della dominazione austriaca , nella lingua tedesca infatti "Wasser" è sinonimo di acqua. Visto poi che la zona, per la freschezza e pulizia delle acque, era particolarmente ricca di gustosi ed apprezzati gamberi di fiume questi ultimi hanno finito poi per dare il nome anche alla costruzione che alimentava l'acquedotto.


Fontana del Copp

Un tempo era una sorgente molto più copiosa anche se ora, le variazione di livello della falda acquifera, ne hanno notevolmente diminuito la portata. Il nome deriva dal fatto che la polla sorgiva veniva convogliata in una pozza poco distante grazie ad alcuni coppi in coccio ancor oggi presenti. La zona è particolarmente apprezzata d'estate per la freschezza ed è un gradito punto di riposo grazie anche ad una provvidenziale panchina posata da volontari malnatesi che ne curano anche la manutenzione e la stagionale pulizia. Scaturisce dal versante a settentrione di Monte Morone, leggenda vuole che un tempo la sorgente fosse situata quasi sulla cima del monte, due fratelli vennero a diverbio per futili motivi e, come spesso accade, la lite presto degenerò in una lotta accanita , si ferirono vicendevolmente finchè, stanchi e feriti si accasciarono nella pozza della sorgente lasciando cadere i coltelli nell'acqua. Questa si tinse immediatamente di rosso per le ferite. Poco dopo, come per incanto la sorgente cessò di sgorgare riapparendo però poi più a valle esattamente ove si trova oggi. I fratelli videro in questo accadimento miracoloso l'intervento divino e fecero pace per il resto della vita. La sorgente però continuò a sgorgare e le sue acque da allora avrebbero la pregevole virtù di rappacificare e rasserenare gli animi degli occasionali avventori.


La Valletta

E' la zona di confine tra il comune di Malnate e di Cagno, in questa sella posta tra il monte Morone a sud e Casnione a nord convergono e si incrociano diversi sentieri . Poco più a nord della Valletta, sul lato del monte Casnione ("Gaslett" per i vicini abitanti di Cagno) in una zona sorgiva tra rovi castagni e robinie nasce il torrente Fugascè, questo sottopassa il sentiero con un tubo posto in opera qualche decennio orsono del diametro di una trentina di centimetri. Prosegue infine il suo corso incassandosi rapidamente nel crinale lasciando il sentiero un poco più in alto, all'asciutto. In autunno è una zona particolarmente frequentata dai cercatori di funghi grazie alla presenza di diverse varietà di "porcini" denominati in dialetto lombardo con il nome di ferèe, cambiaculùr, rusìtt, leguràtt ... (meglio identificati come: boletus edulis-badius-rufus-leccinum ...) Le molteplici varietà arboree presenti favoriscono la presenza di diverse specie animali come lo scoiattolo, il tasso, ed ultimamente anche volpi e caprioli.


Sorgente bassa

Segnalato da un apposito cartello e da un corto sentierino laterale possiamo facilmente giungere alla zona sorgiva della "Sorgente bassa" più abbondante ed accessibile di quella alta. Il corso d'acqua che ne scaturisce alimenta, con altre piccole sorgenti collaterali diverse zone umide poste più a valle. Nei periodi più piovosi si formano spesso un poco sotto anche pozze d'acqua di una certa grandezza che , con l'avanzare delle stagioni più secche (estate/inverno) tendono poi a scomparire naturalmente. Alla sorgente è posto un cartello esplicativo indicante la fauna stanziale. Un altro comodo sentierino riporta poi in pochi minuti sul percorso principale. Scendendo dalla Valletta è possibile ora seguire due differenti itinerari, il primo , più naturalistico ci porterà a visitare le zone umide, mentre il secondo, dal contenuto più tecnico passerà nei pressi dei serbatoi di pompaggio dell'acquedotto comunale.


Zone umide

Queste zone anche se di norma sono poco accessibili causa il terreno fangoso e la vegetazione impenetrabile sono invece di particolare valore biologico per le innumerevoli specie di uccelli, rettili ed anfibi a cui danno sicuro ricovero e possibilità di riproduzione. Il loro attraversamento, anche se facilitato dal percorso segnalato richiede spesso una maggior attenzione e l'utilizzo di calzature resistenti oltre che impermeabili. Particolare attenzione e cautela vengono richiesti nelle loro vicinanze per non disturbare o peggio modificare il delicato equilibrio che rende queste zone uniche oltre che di importanza fondamentale per la conservazione delle biodiversità di flora e fauna locale. La funzione delle zone umide è duplice. Trattendendo temporaneamente una considerevole quantità di acqua, in presenza di eventi meteorici estremi, evitano un rapido ingrossamento a valle della portata delle acque del torrente. In questo modo viene drasticamente ridotta l'erosione delle sponde e il successivo dilavamento a valle di sabbie e ghiaie. In seconda istanza con il ristagno delle acque si dà il via alla creazione dell'habitat ideale per la riproduzione degli anfibi. I terreni umidi e stagnanti fungono infatti da incubatoi naturale per rospi, rane, salamandre e i molteplici insetti che necessitano dell'acqua per poter completare il loro ciclo riproduttivo.


Serbatoi dell'acquedotto / Terrazzamenti

L'acquedotto comunale è alimentato da due grossi serbatoi posti sulle falde del Monte Casnione. Entrambi, ricevono le acque dai profondi pozzi artesiani di alimentazione tramite pompaggio. Da loro si diparte poi in pressione tutta la rete idrica cittadina. Sono posti ad altezze differenti per evitare la mancanza o, al contrario la sovrappressione in quanto Malnate presenta una notevole differenza di livello tra le abitazioni poste alla frazione della Folla (Valle del Lanza) e le zone più elevate della Villa Rossi e della frazione di Rovera . Poco prima di giungere al serbatoio N.2 (quello più basso) nella adiacente proprietà Forner è tutt'ora attiva e ben conservata una piccola sorgente che alimenta un pozzo di raccolta che va poi a scorrere tra bucolici prati e frutteti coltivati fino alle sottostanti zone umide. Particolare interesse storico-agreste hanno poi i vasti terrazzamenti che ricoprono tutto il fianco rivolto a ovest ed a sud del monte Casnione. Tali terrazzamenti sono ancora ben visibili anche se ora sono quasi totalmente invasi dal bosco. Sono il ricordo della fiorente coltivazione della vite che ricopriva nell'800 anche i fianchi del vicino monte Morone. I filari furono distrutti all'inizio del 900 dalla malattia portata dall'insetto dalla Filossera che,attaccando l'apparato radicale dei vitigni, in pochi anni ne azzerò la produzione in quasi tutto il sud Europa. Le terrazze vennero poi riconvertite e coltivate a foraggio per essere infine abbandonate dopo gli anni 50 con il progressivo distacco della popolazione dalle attività agricole tradizionali. Della antica e qualificata produzione vitigna si ricorda, che, negli anni attorno al 1960, la ditta "Clerici Vini" ubicata in frazione Rogoredo, annoverava ancora nel catalogo un pregiato vino ,commercializzato con il nome importante di "Vino del Colle di Monte Morone"!

 
  1. 4.Cima delle Valli

1. Confinale

2. Quadronna

3. Lura-Lanza

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7. Fugascé

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