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Ontano nero

Il nome del genere deriva forse dal celtico, significando "presso le rive". E' fra i costituenti della vegetazione delle rive, su terreni argillosi o sabbiosi e poveri, che riesce a colonizzare, arricchendoli. Vegeta anche in ambienti periodicamente inondati o paludosi, formando boschetti puri o misti con pioppi, salici ed altre piante che amano l'acqua.

Si comporta come specie miglioratrice del terreno, per la frequente presenza, sulle radici, di batteri fissatori dell'azoto atmosferico (che arricchiscono il suolo di prodotti azotati utili alla vegetazione).

Come tutti gli ontani è poco longevo ed è sfruttato per farne pali o come combustibile.

Il legno esposto all'aria è poco durevole; a contatto con l'acqua, invece, diventa durissimo e per questo si presta a realizzare "palafitte" ed opere soggette a sommersione.

E' utilizzato in falegnameria per lavori d'intaglio ed oggetti d'uso quotidiano.

La corteccia, ricca di tannini e sostanze amare può essere utilizzata, in decotto, per attenuare la febbre (uso interno) o per infiammazioni di pelle e mucose (uso esterno).