home.html
INFO.html
NEWS.html
FAUNA.html
TERRAZZE.html
PASSEGGIATE.html
FLORA.html
INSIEME.html
GEV.html
CENNI_STORICI.html
LINK.html
 
Storia antropica

Fino a circa 10 mila anni fa, la zona insubrica è dominata dai ghiacci e solo sporadicamente le popolazioni di cacciatori vi si spingono alla ricerca di cibo. Le prime testimonianze di presenza stabile nella valle del Lanza sembrano risalire a circa 3500-4000 anni fa, con il ritrovamento di strutture riconducibili a palafitte sul territorio di Casanova. Si tratta forse dei Liguri, agricoltori della val padana. L’unione delle culture dei Liguri e delle popolazioni celtiche provenienti da nord danno origine agli Insubri e alla Cultura di Golasecca, su cui influisce poi la Cultura di La Tène, con i ritrovamenti di Malnate. Gli Insubri si trovano ben presto a fronteggiare le legioni romane, che hanno la meglio e si stabiliscono nelle valli insubriche. La più vistosa e importante testimonianza della presenza romana nei Comuni del Parco è il troncone di torre sul colle di San Maffeo (Rodero), che probabilmente faceva parte di un sistema di segnalazione delle incursioni dei popoli celtici provenienti da nord. La struttura ha un ruolo difensivo strategico per secoli e viene utilizzato, con la costruzione di un fortilizio, da Goti, Bizantini, Longobardi e durante tutto il Medioevo, nei periodi di massimo sviluppo del cosiddetto Contado del Seprio.

Dal tardo Medioevo il colle viene abbandonato e solo verso la fine del 1500 l’area viene ripristinata, con la ricostruzione della chiesetta di San Maffeo e l’utilizzo dei blocchi della torre per costruzioni nelle valli adiacenti. Nel 1937 la famiglia Mattirolo acquista il colle, preservando così gli importanti resti storici. Pochi anni prima, il territorio di Rodero è protagonista di un altro rilevante sistema difensivo, la cosiddetta “Linea Cadorna”, le cui gallerie permangono sullo stesso Colle. L’imponente linea difensiva fu costruita per proteggere il confine italiano durante la prima guerra mondiale da una possibile invasione tedesca dalla Svizzera. Ai primi decenni del 1900 risale anche la costruzione, e la successiva decadenza, della linea ferroviaria della Valmorea, ripristinata a fini turistici pochi anni fa.

Sin dal XVI secolo è nota lungo la valle la presenza di diversi mulini, che sfruttavano la forza motrice generata dalle acque dei fiumi Lanza e Olona per la macinatura di grano e mais e la produzione di farina per pane e polenta. Le acque del Lanza, spesso tramite apposite rogge molinare, alimentavano la produzione del Mulino della Folla (l’attuale Mulino Bernasconi), situato alla Folla di Malnate e ancora attivo nella produzione di farina, il Mulino Maziotto, in comune di Cantello, le cui strutture sono andate perse nel tempo in seguito a diverse ristrutturazioni, il Mulino del Trotto a Cagno, in cui si mantengono ancora le antiche strutture seppur non siano più funzionanti. Risalendo lungo l’asta fluviale, nella valle tra Valmorea e Rodero troviamo i Mulini Tibis e Bergum, sotto Rodero, e dalla parte opposta poche evidenze dei cosiddetti “Mulini di Sotto”, siti sulla Roggia Stretta, e “Mulini di Sopra”, situati sul Canale delle Fontane. Nell’area di Malnate, le acque dell’Olona alimentavano un piccolo “distretto” di mulini, Mulino delle Gere, Mulino delle Sette Mole e Mulino dei Ratti, che nel corso del 1800 hanno visto la trasformazione delle proprie antiche e originarie strutture in un distretto industriale per la filatura di seta e cotone, fiore all’occhiello dell’economia malnatese del IX secolo.


 
Storia geologicastoria_geologica.html
Idrografiaidrografia.html
Studio geologicostudio_geolocico.html
Storia antropica